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UNIPA HA DIMENTICATO I MASSACRI DEL 7 OTTOBRE?

NON CONDANNARE HAMAS FA IL GIOCO DELL'ANTISEMITISMO.

20 Giugno 2024

Rino Piscitello

UNIPA

Ieri all’UNIPA (Università di Palermo) si è svolta un’Assemblea nella quale si è illustrato il documento approvato nelle settimane scorse dal Senato accademico con il quale si sospendono gli accordi Erasmus con lo Stato di Israele.

Il titolo con il quale è stata convocata è un pretenzioso “Assemblea generale di Unipa sul conflitto israelo-palestinese, confronto dialettico in nome della pace”.

Noi non siamo riusciti nel sito dell’Università a rintracciare il documento del Senato accademico, ma soltanto una nota (che non si comprende se coincide con il documento) e che potete trovare al link sottostante.

Non ci risulta peraltro che ci siano altre facoltà in Italia che abbiano sospeso gli accordi Erasmus.

Quando il Senato accademico prese la decisione, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini dichiarò: “La decisione di interrompere i rapporti con i ricercatori e le università israeliane rientra nell’autonomia universitaria, ma la considero una scelta sbagliata”.

E noi concordiamo con le parole della Ministra Bernini.

Nell’assemblea di ieri il Rettore, Massimo Midiri, secondo il resoconto trovato nel sito, ha dichiarato: «Non possiamo rimanere indifferenti a quanto accade nel mondo e in Medio Oriente, quando è la vita umana ad essere drammaticamente colpita. Il nostro ateneo, oggi, ribadisce il suo ruolo nel campo della formazione e della informazione senza estremismi né strumentalizzazioni ma nella piena libertà del confronto di opinioni diverse e dell’inclusione di posizioni».

Dallo stesso resoconto sul sito leggiamo che “il rettore ha dato lettura del documento approvato dal Senato accademico, nelle scorse settimane, sottolineando la preoccupazione del massimo organo di governo politico dell’università palermitana sui fatti che stanno insanguinando la Striscia di Gaza, in particolare richiamandosi ai documenti Onu e alle più recenti posizioni internazionali.”

Alla fine del resoconto si legge poi un’ulteriore dichiarazione conclusiva del rettore: «Non abbiamo mai ignorato gli eventi drammatici del mondo, non l’abbiamo fatto con la guerra in Ucraina e non lo faremo oggi con il Medio Oriente. Continueremo a mettere al centro il ruolo culturale e scientifico della nostra Università chiamata a costruire un pensiero critico, libero e consapevole. Il nostro intento è di avvicinare anche posizione antitetiche per aggiungere un tassello al difficile percorso che guarda al dialogo tra i popoli come strumento di pace».

Non abbiamo trovato nient’altro.

Il resoconto del sito contiene poi altri quattro paragrafi che sintetizzano i lavori dell’Assemblea. Li riportiamo a seguire:

“Studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo hanno seguito il dibattito in presenza e collegati in diretta streaming da remoto. Oltre venti gli interventi che hanno animato il confronto in aula, tra cui alcuni giovani rappresentanti del movimento “Intifada Studentesca Palermo”.

Tra le iniziative che l’ateneo intende attuare, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, è annunciata l’individuazione di fondi rivolti a studenti, ricercatori e docenti – la cui mozione approderà al Consiglio di amministrazione – con l’obiettivo di supportare il sistema educativo palestinese.

Sul tema dual use è stato presentato il percorso che porterà alla stesura del regolamento di ateneo. Studenti e docenti saranno chiamati, assieme al personale degli uffici, a dare un parere consultivo sulle norme da seguire e sulle modalità di controllo delle finalità di ricerca e di studio nei rapporti internazionali tra l’università, i centri di ricerca e le aziende per scongiurare usi militari di essi.

Filo conduttore della maggioranza degli interventi è stato il ruolo centrale dell’ateneo nel promuovere consapevolezza scientifica e culturale ma, anche nel creare occasioni di confronto democratico ribadendo una centralità del dialogo e della partecipazione alla base del ruolo stesso dell’università.”

Nel resoconto dell’intera Assemblea e delle parole del rettore dell’Università, Massimo Midiri, non abbiamo trovato alcuna traccia di un riferimento ai massacri del 7 ottobre contro inermi cittadini israeliani.

Vogliamo quindi dirlo con la massima chiarezza.

Non citare gli atroci massacri del 7 ottobre e non condannare Hamas fa il gioco dell’antisemitismo nel mondo, anche ove non ve ne fosse la volontà.

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