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VANESSA, IL SUO ASSASSINO E LA SCONFITTA DELLO STATO

24 Agosto 2021

Umberto Riccobello

Non si può morire dopo aver denunciato il proprio stalker

Una ragazza di 26 anni di Trecastagni, è stata uccisa a colpi di pistola l’altro ieri sera sul lungomare di Aci Trezza da un suo ex fidanzato che aveva denunciato qualche tempo prima perché la perseguitava non sopportando di essere stato lasciato.

Lui era stato posto ai domiciliari e poi rilasciato con un semplice divieto di avvicinamento.

In questo caso non si tratta soltanto di un femminicidio, non è soltanto una tragedia legata all’incapacità di alcuni uomini di comprendere che le donne non sono di loro proprietà; in questo caso ci troviamo anche di fronte ad una pesante sconfitta dello Stato.

Quando una donna denuncia il proprio ex e viene poi uccisa anche per questo, in diversi condividono la responsabilità dell’evento.

Lo Stato non è riuscito a proteggerla pur in presenza di un pericolo reale e costante.

Le donne che trovano il coraggio di denunciare un compagno violento, o uno stalker vanno protette con sistemi straordinari e i loro persecutori vanno controllati costantemente con sistemi elettronici.

Vanessa non è morta per caso, è morta perché chi la doveva proteggere non è stato capace di farlo.

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