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ZONE FRANCHE MONTANE UN DIRITTO DELLA SICILIA

29 Luglio 2021

Francesco Cimò

Un fronte unito che metta al bando ogni polemica politica

100 sindaci delle Terre Alte siciliane scrivono alla Gelmini per confermare che “La legge voto sulle Zone Franche Montane in Sicilia, approvata all’unanimità il 17 dicembre 2019 dal Parlamento regionale, è compatibile con le vigenti disposizioni legislative e regolamentari nazionali e comunitarie e la legge consente di avviare il corretto percorso per una fiscalità di sviluppo nella Regione Siciliana.”

La battaglia è sacrosanta e potrebbe comportare finalmente il rilancio delle zone montane in Sicilia.

Stiamo dalla parte dei sindaci e combatteremo la battaglia per le Zone Franche Montane fino a quando non si otterrà il risultato.

Abbiamo però notato un’inutile e ingiusta polemica che rischia di compromettere il risultato e dividere il fronte.

Alla fine della nota stampa dei sindaci, quasi separato dal resto, vi è un immotivato attacco al Governo regionale e al vicepresidente Armao a firma di tale Vincenzo Lapunzina, immotivato anche in considerazione del fatto che il Disegno di Legge è bloccato al Parlamento nazionale e non a Palermo.

Ci permettiamo di segnalare ai sindaci, se mai fossero a conoscenza della postilla anti governo regionale, di non consentire a nessuno il tentativo di strumentalizzare il loro impegno e di fare interrompere queste inutili polemiche, permanendo il rischio di indebolire una battaglia sacrosanta con dichiarazioni che spaccano il fronte unitario.

Il governo Musumeci peraltro è stato sostenitore costante, come tutto l’intero parlamento regionale dei diritti delle zone montane.

Quanto al vicepresidente Armao attaccarlo su questo argomento è davvero ingiusto, atteso che già nel 2015 lanciò questa battaglia scrivendo un testo di legge accompagnato da una corposa relazione.

Documenteremo questo impegno in un articolo apposito; intanto ribadiamo con la nostra solita chiarezza che è importante costruire un percorso unitario per le Zone Franche Montane e prendere sempre le distanze da chiunque per piccole ragioni di polemica politica voglia dividere il fronte mettendo in pericolo il risultato finale.

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