Il Consiglio d’Europa compie un passo fondamentale verso la valorizzazione dei patrimoni linguistici locali e, proprio in occasione della Giornata Europea delle Lingue che si celebra oggi, accende i riflettori sulla ricchezza espressiva della Sicilia e di altre realtà territoriali della Penisola. Attraverso il Centro Europeo per le Lingue Moderne è stato infatti diffuso il volume didattico intitolato “Il Viaggio linguistico di Lara in Italia”, uno strumento educativo pensato per portare nelle aule scolastiche una consapevolezza del tutto nuova sulla varietà culturale del nostro Paese.
Il testo smonta l’idea errata di un’Italia omogenea dal punto di vista idiomatico, ricordando come prima dell’Unificazione il 95% della popolazione non facesse uso dell’italiano nella vita quotidiana. Nel corso del Novecento, l’imposizione centralizzata della lingua nazionale ha finito per relegare le lingue locali in una posizione marginale, arrivando persino a sanzionarne l’uso nelle classi. La nuova pubblicazione chiarisce invece che quanto spesso etichettato come dialetto sia a tutti gli effetti una lingua strutturata, dotata di regole grammaticali, una storia definita e una solida tradizione letteraria riconosciuta peraltro dai sistemi di classificazione internazionali.
Per quanto riguarda la Sicilia, l’opera offre un quadro dettagliato fornendo nozioni storiche, citazioni dei principali autori, vocaboli essenziali e registrazioni dedicate alla corretta pronuncia, affiancate da contenuti digitali pensati per guidare i docenti nell’attività didattica. L’iniziativa pone l’accento sull’importanza di preservare il bilinguismo regionale, oggi insidiato dal progressivo calo dell’uso tra i più giovani, come documentato anche dai report dell’Unesco. Se il contesto scolastico gioca un ruolo cruciale nel recupero di queste radici, la trasmissione orale in ambito familiare rimane il fattore decisivo per scongiurare il rischio di un impoverimento culturale irrimediabile.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Aurelio La Torre, Dirigente della Presidenza del Consiglio e Direttore del Collegio Scientifico del Coordinamento Lingue Regionali e Diritti linguistici e che si è avvalso del supporto delle associazioni del CLIRD, rappresenta una risposta concreta alle sollecitazioni di chi chiede un ampliamento delle tutele normative per il siciliano. Riconoscere il valore delle espressioni regionali non significa indebolire l’identità nazionale, ma arricchirla, confermando che la pluralità linguistica costituisce una risorsa insostituibile per costruire il futuro delle nuove generazioni.
Come dichiara il presidente dell’Accademia della Lingua Siciliana, Fonso Genchi, “Appare oggi urgente un ampliamento del numero delle lingue protette dalla legge 482/1999 e un’effettiva applicazione degli articoli 6 e 9 della Costituzione, affinché il siciliano possa finalmente beneficiare delle tutele che gli spettano per evitare la sua estinzione”.





