L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SUI BANCHI DI SCUOLA

LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLE NUOVE INDICAZIONI DE MINISTRO VALDITARA

10 Settembre 2026

Elena Mandarà

Con l’inizio del nuovo anno scolastico sono diventate pienamente operative le nuove indicazioni ministeriali sui programmi scolastici, comprese quelle che riguardano le novità in materia di intelligenza artificiale.

Come dichiarato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, infatti, “L’IA entra in modo esplicito, forte, prepotente all’interno del curricolo formativo dei licei”, mentre l’approccio sarà più graduale per le scuole primarie. Lo scopo è anzitutto quello di rendere i giovani piùconsapevoli dei rischi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dei social network e dei dispositivi elettronici, ma anche di approfondire gli aspetti etici connessi all’utilizzo di questa tecnologia.

Si mira, inoltre, a potenziare le competenze scientifiche degli studenti attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale, rafforzando anche l’orientamento per aiutare gli studenti a compiere scelte consapevoli sui percorsi successivi.

L’evoluzione dei programmi scolastici alla luce del progresso tecnologico, così come l’integrazione delle nuove tecnologie fra gli strumenti didattici, è senz’altro un segnale positivo, anche se sia l’approccio utilizzato che il merito di alcune scelte sollevano dei dubbi.

Per quanto riguarda l’approccio, per la scuola primaria le novità consisteranno nell’introduzione di un programma di informatica e di insegnamenti che mirano a insegnare ai bambini a descrivere le attività quotidiane secondo una sequenza precisa, simulando così la logica algoritmica. Una scelta che, però, potrebbe rivelarsi miope. 

Se lo scopo è infatti quello di educare i bambini a un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e, più in generale, delle nuove tecnologie, escludere dall’insegnamento spunti di riflessione sui rischi legati a questi strumenti rischia di vanificare ogni sforzo educativo.

Iniziare a parlare in modo concreto degli aspetti più critici soltanto al liceo, senza che alle spalle ci sia un percorso di crescente consapevolezza, vuol dire di fatto lasciare alle famiglie l’onere di portare avanti questo percorso, con il rischio che nel momento in cui è la scuola a volere impartire i propri insegnamenti, si trovi di fronte a persone che hanno già maturato una propria conoscenza e delle proprie convinzioni sul tema, senza che ci sia un background comune, e con le quali è certamente più difficile instaurare un dialogo costruttivo.

Un altro aspetto critico riguarda la preparazione degli insegnanti, perché è difficile pensare che il corpo docenti abbia già avuto il tempo di maturare una conoscenza adeguata degli strumenti basati su AI e della tecnologia stessa, tale da poterla trasmettere ai propri studenti.

Insomma, bene che si parli di giovani e tecnologia nel contesto di un piano educativo e non soltanto per imporre sterili divieti, ma il rischio che tutti i buoni propositi rimangano soltanto lettera morta è alto, e purtroppo il prezzo da pagare sarà un divario sempre più importante fra le aspettative verso le nuove generazioni e le loro competenze ma, soprattutto, una dilagante ignoranza nei confronti di strumenti che, volenti o nolenti, influiranno su tutti gli aspetti della nostra vita.

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